Irrazionale nasce da tutto ciò che non può essere spiegato, solo percepito.
Non ti dice cosa aspettarti. Ti invita a sentire. È il riflesso del cuore disordinato: quella parte che non segue gli standard, che ascolta sensazioni, vibrazioni, silenzi.
È stato prodotto in piena libertà mentale, accogliendo ciò che la natura ha offerto senza cercare di correggerla. Non è stato previsto. È successo. L’etichetta non mostra ciò che è evidente, ma ciò che accade dentro, quando tutto è in movimento e niente è ancora chiaro.
Le linee non sono dritte perché non lo è nemmeno il pensiero. La forma non è definita perché nasce in un momento in cui nulla lo è. È un’immagine aperta, che non chiede di essere capita subito, ma attraversata. Come certi pensieri che arrivano all’improvviso, come scelte che sembrano illogiche e che solo col tempo rivelano il loro senso.
Il soggetto è un cervello aperto. Non come organo, ma come luogo intimo. Uno spazio fragile, esposto, in cui convivono confusione e lucidità, paura e desiderio di cambiamento.
È il luogo in cui ci si perde per potersi ritrovare. I colori sono accesi perché anche nei periodi più bui qualcosa continua a muoversi, a pulsare, a resistere. Non sono ordine, sono vita.
Le farfalle non arrivano come decorazione, ma come promessa. Sono presenze leggere in un momento pesante, segni di una trasformazione che fanno male prima di diventare bellezza. Raccontano un passaggio silenzioso, una transizione profonda che non ha ancora parole, ma ha già una direzione.
Questa etichetta non vuole spiegare.
Vuole entrare in risonanza.
Parla a chi sta cambiando, a chi si sente sospeso, a chi attraversa un periodo buio senza sapere esattamente cosa verrà dopo. È un invito a fidarsi di ciò che si sente, anche quando non si riesce ancora a dare una forma.